Ersilia Sarrecchia

{ ERSILIASARRECCHIA }

 

 

BIOGRAPHY 

**Ersilia Sarrecchia nasce a Latina nel 1974, vive e lavora a Modena.
Diplomata con lode in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma nel 2000.
Espone in mostre personali e collettive e in fiere di settore in Italia e all’estero.
L’attività artistica spazia dalla pittura alla fotografia e la lavorazione della ceramica.
Insegna Arte e Immagine nella scuola secondaria di primo grado. Tra le collaborazioni più importanti ricordiamo quella con il gruppo Cassina per la realizzazione di una pittura murale per il primo ministro del gas e petrolio in Qatar, nel 2010. Nello stesso anno la mostra This Location presso la Mojo Gallery di Dubai. Nel 2012 espone il progetto Presente Remoto nella Galleria Punto sull’Arte promosso dalla Galleria Emilio Mazzoli di Modena che ne edita il catalogo. Nel 2015 vince la prima edizione del premio Tina Prize con il progetto Women che espone presso la galleria Smac di Roma a cura di Alberto Dambruoso, catalogo edito da Vanilla edizioni. Nel 2016 è stata tra gli artisti selezionati per la prima sessione di boCS Art, la residenza artistica di Cosenza curata da Alberto Dambruoso dove lavora al ciclo pittorico Essere Donna in parte aquisito dal comune di
Cosenza per la collezione permanente del Museo d’arte contemporanea. Nell’autunno del 2016 l’artista espone Insostenibile Leggerezza nella galleria ArteSi di Modena e la critica
Alessandra Redaelli introduce il nuovo ciclo di opere.

 

ARTWORKS

ESSENZE
Il progetto Essenze prende forma durante una residenza artistica a Cosenza.
Ho fermato l’immagine di donne comuni, diverse per età, pensiero ed estrazione sociale.
Attraverso il cellulare ho appuntato il loro sguardo per poi sviluppare disegni a grafite su
supporti lignei. Tra le vie della città, munita di piccole tavole dipinte di bianco e matite,
raccontavo del mio progetto a donne incontrate casualmente, e queste, rispondendo alla mia domanda “Cos’è per te essere donna?” scrivevano di pugno il loro pensiero. Chiedevo di scrivere la frase in basso, al centro e, così posizionate, le parole andavano a sostituire la bocca, con la rappresentazione dei soli occhi quindi, ho cercato di restituire la verità di quel pensiero profondo e diretto. L’opera è composta da numerosi dittici formati da tavole 20×20 cm che, posizionate consecutivamente, offrono una testimonianza diretta della coscienza del se manifestata dalla donna contemporanea.

 

FLORIDA

Si pensi alla violenza che la natura applica per arrivare alla fase conclusiva della bellezza di un fiore. Si pensi alla sua nascita, alla spontaneità forzata dello sbocciare, del resistere contro gli agenti atmosferici, del lento ed estenuante appassire. Si pensi all’occhio umano, che comunemente non percepisce, nel guardare, altro che una gradevolezza a tratti dovuta. Si pensi, dunque, al bilancio delle parti, sottolineato da Kundera ne L’insostenibile leggerezza dell’essere, in cui è corrisposto sempre un aspetto opposto, nonché fondamentale, ai fini di un equilibrio delle cose. L’autore afferma che ad una pesantezza è corrisposta necessariamente una leggerezza, ad un caldo un freddo,
ad un bello un brutto. La coscienza di uno stato ci rende consapevoli del suo opposto.
Questo presupposto dialettico si fa telescopio, non soltanto per guardare lontano ma per arrivare persino oltre il lontano, e carpire il lavoro di Ersilia Sarecchia. Sarecchia, nel ciclo Florida ha voluto tratteggiare esattamente due opposti, assemblare due
antipodi, metterli entrambi su un piatto e soppesarne il valore quasi escatologico.
I fiori, fotografie applicate su tela e poi lavorati con diverse tipologie di smalti, conducono ad un significante immaginario comune: la vita naturale delle cose, processo insindacabile che richiama ad una speranza continua di nascita, di crescita, di  rigogliosità. E’ il simbolo del dare e del riceve, dell’offrire vita e dell’accoglierla, consentendo un’armonia che parte da un microcosmo – i fiori, appunto – per sorreggere una funzione macrocosmica – la flora e la fauna –. E la presenza delle api non diventa scontata se si pensa al materiale con le quali sono state realizzate: api in metallo, api che hanno perduto la loro ragion d’essere, api snaturalizzate dal contesto e del contenuto. Api che agiscono per dovere, per meccanicità, come un processo non più abitudinario bensì più vicino alla routine che, differentemente richiama alla mente l’umano.
La contrapposizione critica, il lato opposto della medaglia Sarecchia lo evidenzia in questo modo: assoggettandoci a delle api che insieme ai fiore sono sì degli elementi con una propria ragion d’essere ma che, al medesimo tempo, quella ragione l’hanno perduta.
Il ruolo dell’ape è il ruolo di un patriarca sociale, all’interno di una scala di valori da smontare e rivedere completamente, nella quale non solo la procreazione, e quindi l’impollinazione, ci vede come dei dipendenti da cartellino timbrato, come qualcosa di dovuto perché naturale, ma anche i rapporti (e quindi l’ape che preleva il nettare dal fiore), sono divenuti nel mondo odierno delle conformità da cui staccarci si prevede impossibile. La violenza degli smalti, i segni feroci che compaiono sulle fotografie, le scritte di frasi non necessariamente con un senso intrinseco danno luce all’inconscio dell’artista che, come descritto all’inizio, percependo la violenza del nostro opporci al naturale fluire delle cose, il panta rei Eraclitiano, tiene a mantenere viva la bellezza che è nascosta, nonostante tutto, dentro le cose più banali e che probabilmente vediamo tutti i giorni, come un fiore, pronto a germogliare sempre, in qualsiasi circostanza.
L’operazione di Sarecchia è un silenzioso ma audace “sì” alla vita.

Testo di Fabio Appetito.

 

 

NATURES

 

EXHIBITIONS

 

Solo Show

 2018

Premio Combat, Mostra dei Finalisti, Museo Fattori, Livorno

 2017

NODI, a cura di Andrea Saltini, Villa Sorra, Castelfranco Emilia, Modena

Essenze, a cura di Francesca Piovan, Spazio Idea Latina

2016

Essere Donna, a cura di Alberto Dambruoso, area BoCsArt, Cosenza

Women, a cura di Alberto Dambruoso, Galleria Smac, Roma, catalogo Vanilla Edizioni

2015

Florida, a cura di Ersilia Sarrecchia, laranarossaGALLERY, Latina

2012

“Presente Remoto”, a cura di Luciano Rivi, Galleria Punto Arte, Modena, catalogo Edizioni Mazzoli

2011

esseresseri, testo critico di Andrea Bellini, Palazzo Zenobio, Venezia,

Come un Fiore, a cura di Ersilia Sarrecchia, laranarossaGALLERY, Latina

2010

Riflessioni Urbane, a cura di Ersilia Sarrecchia, laranarossaGALLERY, Latina

 

Group Exhibition

2017

Small, a cura di Ersilia Sarrecchia, ranarossa 3.0 Modena

Fucina Inside, circuito Festival della Filosofia, a cura di Alessandra Redaelli, ranarossa 3.0, Modena

Odissea Contemporanea, a cura di Fabio D’Achille, Castello di Maenza, Latina

2016

Insostenibile leggerezza, a cura di Alessandra Readaelli, Galleria ArteSi, Modena

2015

Cromie, a cura di Ersilia Sarrecchia, laranarossaGALLERY, Latina

2014

Triennale di arti visive di Roma, a cura di Daniele Radini Tedeschi, Tempio del Bramante, Roma, catalogo Mondadori

Statement 2014.2, a cura di Ivan Quaroni, Circoloquadro, Milano

2013

2 Small, a cura di Ersilia Sarrecchia, laranarossaGALLERY, Latina

People Have The Power, a cura di Ersilia Sarrecchia, laranarossaGALLERY, Latina

Infinitamente mutabile, a cura di Ersilia Sarrecchia, laranarossaGALLERY, Latina

2012

Tricolore, a cura di Carlo Alberto Zini, Magazzini Criminali, Sassuolo, Modena

Small, a cura di Ersilia Sarrecchia, laranarossaGALLERY, Latina

Rassegna1, a cura di Ersilia Sarrecchia, laranarossaGALLERY, Latina

2010

This Location, a cura di Binu Bhaskar, Mojo Gallery, Dubai-EAU, catalogo Edizioni Mojo Gallery

  

Fairs 

2014

Off, Florida, testo critico di Fabio Appetito, Romberg Contemporanea, Bruxelles

2013

Art Verona, Florida, testo critico di Fabio Appetito, Romberg Contemporanea, Verona

2012

Cut/Log, Presente Remoto, testo critico di Luciano Rivi, Romberg Contemporanea, Parigi

 

Prize

2015

Primo Premio T.I.N.A. Art Prize

 

Residence

 2016

Bocs Art, a cura di Alberto Dambruoso, Cosenza